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Gino Strada a Polistena (RC)

da “Gazzetta del Sud” del 10 aprile 2018

di Attilio Sergio

 

Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto da Gino Strada e Giacomino Brancati, si rinnova per altri cinque anni e si amplia la collaborazione tra Emergency e l’ASP. In una partecipata iniziativa, sono stati raccontati cinque anni di attività del poliambulatorio di Polistena, ospitato nel palazzo confiscato nel quartiere Catena.

Sono stati ben 6.455 i pazienti che si sono rivolti al poliambulatorio di Polistena e 31.256 le prestazioni fornite, il 70 % delle quali nell’ambito della medicina generale. servizi gratuiti offerti a persone in stato di bisogno, sia extracomunitarie che del posto. Inoltre, sempre a Polistena, nel 2016, Emergency ha attivato un ambulatorio infermieristico e di ascolto psicologico.

Alessia Mancuso Prizzinato, coordinatrice del poliambulatorio, ha denunciato una serie di criticità riscontrate sul territorio, a cominciare dalle difficoltà all’accesso al servizio di ginecologia a causa sia delle carenze strutturale del reparto dell’Ospedale di Polistena sia per la mancanza di ecografi in strutture pubbliche come nei consultori. Altra carenza è la mancanza della figura del mediatore culturale in uffici pubblici e ospedali, per non parlare delle criticità dei servizi di trasporto urbani ed extraurbani.

“Il valore umano dell’opera che Emergency sta portando avanti – ha detto il sindaco di Polistena, Michele Tripodi – va riconosciuto. Sono onorato di ricevere nella mia città Gino Strada e i suoi collaboratori, il cui impegno per la pace e la solidarietà per noi non è passato di moda, tuttìaltro.”

Da Giacomino Brancati, direttore generale dell’ASP, “un grazie ad Emergency per i cinque anni di attività e di collaborazione con l’ASP. La presenza del poliambulatorio ci ha aiutato, soprattutto con la popolazione migrante. Abbiamo sottoscritto i prossimi 5 anni di collaborazione, ampliandola. Dobbiamo essere più capaci di interagire con le strutture emergenziali e facilitare chi aiuta a dare risposte ai cittadini”.

Dopo il prefetto Michele di Bari è toccato a don Pino Demasi, referente di ‘Libera’, spiegare il legame con Emergency e la loro presenza prima con un ambulatorio mobile nelle campagne della Piana e poi a Polistena con l’apertura di uno dei poliambulatori di Programma Italia.

“Da cinque anni – ha aggiunto don Pino – Emergency svolge il suo lavoro per la tutela della salute dei migranti ma anche per la gente del posto; è stato uno sforzo comune, grazie all’impegno delle Istituzioni, in una zona difficile dove spesso i diritti vengono passati per favori. Tutti hanno il diritto sacrosanto di potersi curate”.

Rossella Miccio, presidente di Emergency, sul poliambulatorio di Polistena ha affermato: “Noi ci saimo, abbiamo voglia di continuare a lavorare. Ma dopo cinque anni abbiamo difficoltà a reperire medici e professionisti disposti a mettersi in gioco”.

 

GINO STRADA: IN CALABRIA TROPPA SANITA’ PRIVATA

Il fondatore di Emergency, Gino Strada, di ritorno dal Nord dell’Afghanistan dove ha aperto un secondo reparto di maternità, si è detto stupito che nella Piana, nel 2018, non ci siano ambulatori pubblici di ginecologia ne ecografi nei consultori.

“In Italia – ha aggiunto – c’è molta gente che ama non fare niente, ma critica chi vuole fare qualcosa. La responsabilità è di chi ha mandato a catafascio la sanità italiana, che si sta sgretolando per volontà della politica, legata a doppio filo con la finanza. La responsabilità è anche dei medici, la maggior parte dei quali sono affetti da corporativismo cronico e legati al denaro. Abbiamo firmato un protocollo per lavorare altri cinque anni qui, a Polistena e nella Piana, in questa regione c’è una connessione tra un’offerta enorme di medicina privata e la scarsità della sanità pubblica”.

“Sono molto triste – ha confidato al pubblico del Centro “Padre Pino Puglisi” – dopo aver visto le condizioni in cui vivono a San Ferdinando questi ragazzi africani, con un cesso ogni 500 persone, e credetemi, mi sono vergognato diessere italiano. Un po’ di decenza basterebbe per accoglierli. Smettiamola di lodarci per cose minime. Bisogna affrontare senza ipocrisia il problema dei servizi sanitari sul territorio, iniziando dal far funzionare l’Ospedale di Polistena.

Basta, proviamoci, anche perché la medicina oltre che un gesto scientifico dovrebbe essere solidarietà sociale”.

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